sabato 9 gennaio 2021

Il Gioco di Andrea Sabbatini - Recensione

copertina de Il Gioco, di Andrea Sabbatini. Disegno di Davide Scianca


Cari ragazzi,

il mio blog ha pochi lettori, pochi ma buoni. Non può raggiungere folle oceaniche, ma credo raggiunga le persone giuste, le persone che voglio diffondano il verbo della buona narrativa scritta e editata bene.

Come dice Alessandro Girola, ma non cito testuali parole, perché non le ricordo, un autore deve avere onestà verso il lettore, il che significa anche rileggere e correggere in maniera faticosa, ma professionale, la propria bozza, cosa che io, per primo, non ho mai fatto - o quasi mai - perché, pubblicando con casa editrice, seppur minuscola, avevo e ho avuto un editor. Sono stato perfino io stesso un editor, tempo fa, e so quanto sia una rottura di scatole rileggere e correggere. 

L'autopubblicazione! Una manna dal cielo dei tempi nostri di internet. Menomale che c'è, ragazzi. Oggigiorno credo pochissimo nelle case editrici, soprattutto in quelle grandi, che sono aziende come le altre e puntano, ovviamente, al profitto e al pubblicare schifezze varie per rientrare nel bilancio.

Le autopubblicazioni, invece, trasudano passione, la passione di quel lettore che è voluto diventare scrittore, dopo aver studiato, provato, studiato, essersi esercitato e via dicendo. 

Bene!

Ci sono anche molte, moltissime autopubblicazioni di gente che non rilegge, non edita, e vuole solo vedere il proprio nome sulla copertina di un libro in Amazon. Amen.

Ma ci sono autori come Andrea Sabbatini che della rilettura, dell'editing e della correzione ne fanno un punto d'onore, oltre a scrivere una bellissima storia.

l'autore: Andrea Sabbatini

Il Gioco è ambientato in un futuro post-apocalittico cyberpunk molto spinto, a livello di tecnologia e distruzione sociale, che ci ricorda molto i manga di Alita Battle Angel. 

C'è una Discarica - molto grande - che si trova sulla Terra o su un pianeta alieno - l'autore non ce lo dice e fa bene - e ci sono le Venticinque Città, ossia delle città fluttuanti che galleggiano sopra di essa. In queste città vivono i ricchi e buttano giù spazzatura che cade nella discarica, dove vivono i poverissimi.

Questo è ultracapitalismo, ultraconsumismo. Nel mondo de Il Gioco non c'è la borghesia, non c'è la classe media - che è quel che succederà da qui a vent'anni - ma ci sono solo i ricchissimi e i poverissimi. 

la discarica del manga Alita Battle Angel

Il Gioco ci vuole far vedere dove stiamo andando; non c'è più socialità, non c'è più società, né proletariato. C'è solo consumismo sfrenato, capitalismo sfrenato e gente povera, poverissima, che beve acqua radioattiva, vive in baracche e, per vivere, fa di tutto. In un mondo che avrebbe tante risorse, l'uomo è così stupido da trasformare tutto in una discarica, rovinare il pianeta, arricchirsi a discapito della massa e costruire città volanti in cui vivere e annoiarsi, ammazzando il tempo con la visione del Gioco.

Esso è una gara in cui i Cacciatori - e il protagonista, il ragazzino "sfigato" di nome Zeno, diventerà uno di loro - si sfidano a suon di proiettili a ioni dai loro Ditodiddio, dei megafucili fantascientifici, per ammazzarsi l'un l'altro e conquistare il premio più ambito, diventare Cittadini di una delle Venticinque città. 

Ragazzi, che dire!

Dico che l'eroe comincia un percorso evolutivo degno delle opere più belle? Dico che le atmosfere della Discarica te le senti addosso non appena cominci a leggere?

La copertina mi piace tantissimo, opera di Davide Scianca, disegnatore professionista, il cui tratto, per certi versi, mi ricorda quello di Giger. 

Vi metto qui il link di Amazon, se volete darci un occhio.

Saludos! 

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